Cosa si mangia

8 aprile 2015
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La cucina del Kenya si presenta come un miscuglio di tradizioni diverse, araba, inglese e indiana. E’ varia e speziata ma non piccante, comunque le pietanze consistenti e sazianti.I piatti principali della cucina keniota, sono:
– l’irio: zuppa di fagioli, mais, spinaci e patate servito sotto forma di morbido composto
– lo stew: stufato di fagioli con pezzetti di carne galleggiante
– l’ugali: polenta di mais accompagnata da carne o pesce
– il matoke: una purea di banane verdi molto consistente
– lo mkate mayai: una frittella di farina di grano farcita con uova e carne trita
– i sambusa: di origine araba, frittelle con carne macinata
– i samosas: snacks
– i mandaazi: focacce non molto lievitata e poco dolce.

Ottimi sono il pesce, i frutti di mare e i crostacei che si trovano prevalentemente nella zona vicino alla costa ovviamente freschi.
Anche le carni, considerate simbolo di agiatezza, sono buone.
Tipico esempio è l’agnello allo yogurt o la nyama choma (carne alla griglia).
La carne più utilizzata è quella di capra seguita da quella di pollo e manzo.
Ottimo e da provare è sicuramente il kuku wakupata, il pollo alla marinara tipico di Lamu sulla costa. Le verdure più usate sono i fagioli, le patate, i piselli, la cipolla; in particolare lo stufato di fagioli.

Nella cucina keniota è molto usato anche il latte di cocco, che viene messo sia sui piatti di carne che di pesce, sulle verdure e nelle minestre.
Ottima è la crema di cocco, servita nei gusci e spolverata abbondantemente di cannella. Anche la banana è molto impiegata sia sulle carni che sul pesce.

Un tipo di pane molto diffuso è il chapati, frutto dell’influenza indopakistana e prodotto con farina di grano ed aromatizzato anch’esso al cocco.

Chai (tè), sempre servito con il latte e con l’aggiunta di spezie, e caffè sono molto diffusi, ma anche tipici del Kenya sono: lo squisito vino di palma, il vino di papaia e il distillato di mango.

Fra le bevande alcoliche la migliore è la birra che si può scegliere fra fredda e tiepida, che pare essere stranamente la preferita dai kenianiAnche i succhi di frutta sono molto diffusi, che si possono trovare in tanti diversi gusti e sono quasi sempre deliziosi, vengono prodotti al momento con mango, papaia, ananas, frutto della passione (il più diffuso chiamato semplicemente passion).

In genere nei resort e negli alberghi della costa, la cucina è prevalentemente italiana, anche se non mancano le serate con cena africana a base di piatti tipici.

Le famiglie kenyote consumano il pasto tutti seduti su una unica stuoia attorno ad un grande piatto centrale servendosi direttamente da esso usando le tre dita della mano destra. Di solito la portata è unica ma molto spesso ci sono dolci di paste fritte e frutta come banane, ananas, papaia, con aggiunta di miele.

A fine pasto spesso si beve il caffè, il kahawa, di cui il Kenya è un grosso produttore, oppure il chai, il tè prodotto in abbondanza sugli altipiani interni (in particolare sulle Nandi Hills). Si prepara il tè come infusione direttamente nel latte e poi viene zuccherato moltissimo.

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